Ho fatto lavorare con post-it e pennarello CEO, CFO, ingegneri e capi officina.
Nessuno di loro si considerava "creativo". Tutti sono usciti dalla stanza con una decisione presa e con la propria firma sopra.
Questa pagina spiega perché succede. E perché nelle riunioni, di solito, non succede.
IL PROBLEMA
Quante riunioni hai fatto sull'ultimo progetto importante? E quante decisioni ne sono uscite?
Le riunioni sono fatte per aggiornarsi, non per decidere. Chi parla per primo orienta la discussione. Chi parla più forte la vince. Chi ha l'idea migliore, spesso, non parla affatto. E quando il tempo finisce, la decisione slitta alla prossima riunione, dove ricomincia tutto da capo.
Non è colpa delle persone. È il formato: una conversazione aperta, senza struttura, non è uno strumento per decidere. È uno strumento per parlare.
L’OBIEZIONE
“Ma io non sono creativo.”
È l'obiezione che sento più spesso, ed è quella più infondata. Gli esercizi sono pensati per far contribuire chi non disegna, non scrive e non fa brainstorming di mestiere: si lavora per iscritto, da soli, con formati guidati. Nella mia esperienza, i contributi decisivi arrivano quasi sempre da chi "non è creativo" — l'ingegnere, l'amministrativo, il capo officina — perché conosce il problema meglio di chiunque altro.
Anzi: più punti di vista diversi ci sono nella stanza, meglio il workshop funziona. Coinvolgere solo "quelli del marketing" è il modo migliore per sprecarlo.
COSA CAMBIA IN UN WORKSHOP
Un workshop è una riunione con le regole ribaltate
Un workshop ben progettato funziona su tre meccanismi precisi:
Prima si lavora da soli, poi si discute.
Ogni esercizio comincia in silenzio: ognuno scrive le proprie idee prima di sentire quelle degli altri. Così sul tavolo arriva quello che pensano tutti — non solo quello che pensa il più veloce a parlare.
Ogni esercizio ha un tempo e produce qualcosa.
Niente discussioni aperte a oltranza: attività strutturate, cronometrate, che lasciano ogni volta un pezzo concreto sul muro. Alla fine della giornata il percorso si vede, letteralmente.
Si chiude decidendo.
Il workshop non finisce con "ci pensiamo": finisce con una scelta esplicita, fatta insieme, con criteri dichiarati. È la differenza tra uscire con appunti e uscire con una direzione.
Il mio lavoro è progettare la sequenza giusta per il tuo problema e guidare il gruppo attraverso di essa facendo rispettare i tempi, tenendo tutti dentro, e restando fuori dal merito: le decisioni sono vostre, il processo è mio.
NOTA DI METODO
I formati che uso derivano dal Design Sprint, la metodologia nata in Google Ventures per validare idee in pochi giorni, di cui sono facilitatore certificato e dai principi dello human-centered design. Ma il nome del metodo conta poco: conta che ogni formato sia costruito sul tuo problema, non il contrario.
Partiamo dal problema, non dal formato
Ogni workshop qui sotto risponde a una domanda precisa. Se ti riconosci nella domanda, il formato è quello giusto.
«Vogliamo capire se l'AI ci serve davvero, prima di investirci.»
AI Discovery
Workshop
Analizzeremo i tuoi processi, individueremo l'opportunità a più alto potenziale e creeremo una soluzione pratica da testare subito. L'ideale per capire i benefici reali dell'AI prima di investire.
«Il commerciale racconta l'azienda in un modo, il marketing in un altro.»
Brand
Workshop
Una giornata per mettere nero su bianco chi siete e dove volete andare: obiettivi, valori, posizionamento, target. Si esce con una guida condivisa e con le persone chiave finalmente d'accordo su cosa dire.
«Abbiamo un'idea nuova e 6 mesi di sviluppo davanti. Reggerà?»
Design Sprint
Dall'idea al test con clienti reali in 4 giorni. Prototipo realistico, feedback di persone in target, e una risposta concreta: andare avanti, correggere o lasciar perdere, prima di sprecare tempo e budget.
«Dobbiamo decidere dove andare, e ogni riunione finisce con un rinvio.»
Strategy
Workshop
Analizzeremo il mercato, definiremo gli obiettivi, stabiliremo le iniziative chiave per raggiungerli e come misurare i risultati. Uscirai con un piano d'azione concreto e condiviso dal gruppo che dovrà realizzarlo.
«I clienti si perdono da qualche parte tra il primo contatto e l'ordine.»
Customer Journey Map
Mapperemo l'intero percorso che compiono i tuoi clienti, dal primo contatto all'acquisto e oltre, per individuare i punti di rottura e decidere insieme le priorità su cui intervenire.
Non sai quale workshop faccia al caso tuo?
Non c'è problema. Questi sono formati di partenza, non un catalogo. Nella prima call ti suggerisco quello più adatto al tuo problema, o lo costruiamo insieme su misura.
Prendiamoci del tempo per parlare del tuo progetto.
Trenta minuti, senza impegno. Mi racconti il problema, ti dico se un workshop è lo strumento giusto, e quale.
E se non lo è, te lo dico lo stesso.